Attacco hacker al profilo X del ministro Crosetto: post falsi su donazioni in criptovalute per i funerali di Giorgio Armani.
Negli ultimi mesi, la sicurezza digitale dei rappresentanti istituzionali รจ tornata sotto i riflettori. Lโultimo caso riguarda il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il cui profilo personale su X รจ stato hackerato nella serata del 4 settembre 2025. I cybercriminali hanno pubblicato due post ingannevoli, che chiedevano donazioni in criptovalute: uno per la popolazione di Gaza, lโaltro per i presunti funerali dello stilista Giorgio Armani.
Il Ministero della Difesa ha subito chiarito che โi contenuti pubblicati da tale account non sono riconducibili al ministro nรฉ al ministeroโ, aggiungendo che sono in corso indagini da parte delle autoritร competenti per il ripristino della sicurezza. Anche Crosetto ha confermato lโattacco, scrivendo sul suo profilo: โHanno hackerato il mio account. ร come se potessero gestirlo contemporaneamente a me. Chiederรฒ di bloccarloโ.

I post falsi comparsi sul profilo del ministro
Come riportato da fanpage.it, i messaggi falsi sono apparsi improvvisamente sul profilo verificato di Crosetto. Uno di essi recitava: โNel corso degli anni Giorgio Armani ha creato una visione che ha esteso dal fashion a ogni aspetto della vita (…). ร tempo di ricambiareโ. Lโinvito era a donare criptovalute per una presunta camera ardente, ma il contenuto era completamente inventato.
Lโaltro post chiedeva contributi economici per aiutare la popolazione di Gaza, anche in questo caso tramite indirizzi di portafogli digitali sospetti. I post sono stati successivamente rimossi, ma alcune fonti riportano che sarebbero riapparsi a intermittenza, aggravando la situazione.
Crosetto e i precedenti: deepfake e truffe audio
Non รจ la prima volta che Crosetto finisce nel mirino degli hacker. A febbraio 2025, infatti, imprenditori italiani avevano ricevuto telefonate da una voce clonata del ministro. Veniva chiesto di versare un milione di euro su un conto corrente estero per un presunto riscatto di giornalisti italiani rapiti in Medio Oriente. Anche in quel caso, tutto era falso: la voce era stata ricreata con lโintelligenza artificiale.
Lโepisodio attuale pone nuovi interrogativi sullโefficacia delle misure di sicurezza dei social network, soprattutto per gli account ufficiali e verificati dei membri del governo. In unโepoca in cui deepfake e truffe online diventano sempre piรน sofisticati, รจ urgente rafforzare i protocolli di protezione e le strategie di risposta alle emergenze digitali.