Gli hotel del capoluogo lombardo affronteranno a breve un periodo piuttosto difficile: ecco il motivo di questo cambiamento.
Dopo l’introduzione di una tariffa alla Fontana di Trevi, è in arrivo l’ennesima batosta per turisti e potenziali tali. Questa volta però, riguarderà gli hotel di Milano e tutti coloro che soggiorneranno al loro interno. Dopo aver ritoccato già una prima volta la cosiddetta tassa di soggiorno, il capoluogo lombardo è pronto a rincarare la dose con un nuovo aumento. Questa “manovra” ha tuttavia uno scopo altamente preciso.

Hotel nei guai: la nuova tassa di soggiorno
Con l’obiettivo di rimodulare il prezzo che cambia gli equilibri tra le diverse categorie alberghiere, puntando a redistribuire il carico tra lusso e fasce più economiche, il capoluogo della Lombardia ha preso la sua decisione.
Come riporta Funweek, dal giorno del 1° aprile 2026 entrerà in vigore la deliberazione n.144 del 12 febbraio 2026. Questa manovra prevederà, tra le tante cose, l’aumento della tassa di soggiorno per hotel e strutture ricettive.
Gli hotel a cinque stelle prevederanno un aumento che passerà dai 10 euro ai 12 euro a notte. Gli alberghi a quattro stelle resteranno invece invariati, mentre le strutture a tre stelle riscontreranno una lieve diminuzione, arrivando ad una tassa di 7 euro.
A cosa sarà destinato l’aumento?
L’aumento della tassa in questione, oltre ai motivi già descritti, è destinato anche ad un’altra causa. Infatti, il 30% dei proventi derivanti dagli alberghi a cinque stelle sarà destinata al Fondo nazionale per i minori. Della restante parte beneficeranno invece le casse del Comune.
Ciò a cui auspicano le principali strutture ricettive, in particolar modo quelle a cinque stelle per ovvie ragioni, è quello di un aumento graduale e costante. Per questo motivo, la riforma in questione è al momento da dichiararsi parziale, e perciò in attesa di ulteriori revisioni.