La premier Giorgia Meloni sarĂ a Berlino e a Stoccolma prima del Consiglio europeo per blindare le richieste italiane sui migranti.
Una missione lampo che include due tappe per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che venerdì volerà a Stoccolma e a Berlino per aumentare il pressing sui migranti in vista del Consiglio straordinario europeo del 9 e 10 febbraio che verterà proprio sulla questione migranti e il piano von der Leyen e su un altro tema centrale ovvero la creazione di un nuovo fondo Ue.
Due visite in due cittĂ in una sola giornata per limitare il piĂ¹ possibile la sua presenza fuori casa. In mattinata a Stoccolma poi l’incontro con Olaf Scholz nel pomeriggio a Berlino. Per il governo Meloni bisogna avanzare con urgenza e intraprendere soluzioni europee sul tema, come ribadito anche da Michel. Dall’altra parte perĂ² frena la Svezia, che ha la presidenza europea di turno del semestre, che non vogliono modifiche sulle norme in vigore.

Partita difficile per la premier per convincere i due paesi su migranti e fondo Ue
Inoltre, in una recente intervista al Financial Times, il rappresentante permanente di Stoccolma a Bruxelles, Lars Danielsson, ha detto che il nuovo patto migratorio non vedrĂ la luce durante la presidenza svedese: ci si arriverĂ “non prima della primavera del 2024”. Ma non cede Giorgia Meloni ed è pronta a discutere della difesa dei confini esterni europei con il premier Ulf Kristersson. Sia con il premier svedese che con il cancelliere tedesco, la premier affronterĂ il tema delle modifiche agli aiuti di Stato dopo l’entrata in vigore dell’Inflation reduction act americano che puĂ² avere effetti discriminatori per le imprese europee.
Ad opporsi all’idea di nuovi aiuti di Stato, oltre Germania e Svezia anche gli altri paesi frugali come Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Austria, Irlanda, Estonia e Slovacchia. Il rischio perĂ² è che si creino ancora piĂ¹ disparitĂ in Europa di quante giĂ ce ne siano con i paesi che possono permettersi di sostenere le proprie economie senza aiuti e quelle piĂ¹ fragili.